Secondo bacino

Nel secondo bacino, si sviluppa un reticolo idrografico relativamente denso in cui si possono individuare almeno tre rami principali costituiti dal Canale Giammico/Mandrò/Pagliera (non ha una vera denominazione per cui si tende a dare il nome delle principali località che attraversa), dal Canale Piscopio ed dal Canale Signorella/Scacciato che attraversa la parte orientale del centro abitato.  Per questo canale, di primaria importanza per le implicazioni di pericolosità e rischio idraulico nell’area urbana, è necessario eseguire un approfondimento storico in quanto lo stesso è stato interessato da una serie di deviazioni e tombamenti in tutto il suo percorso.

Partendo da monte (località Don Paolo o Casino Rognuso), la prima deviazione, che è anche la più recente, è stata operata nell’ambito dei lavori di coltivazione della cava “Don Paolo”, spostando l’alveo del canale sul perimetro occidentale esterno della cava; successivamente fra questa cava e la dismessa cava “Signorella”, ma anche nella parte immediatamente a nord di questa, il canale risulta parzialmente interrotto anche a causa dei fenomeni di subsidenza e/o crollo della superficie topografica (sinkholes) dovuti a cedimenti di vecchie cave ipogee di calcarenite.

Poco a sud dell’abitato, nel tratto iniziale della S.P. 198 è stata eseguita un’importante opera di deviazione e rimodellamento dell’alveo ad opera, probabilmente, dell’ente provinciale. Il canale è stato deviato in modo da scorrere parallelamente alla suddetta SP per circa 400 metri con un alveo a sezione nettamente maggiorata rispetto alle parti a monte e a valle, e fatto confluire in uno dei due grossi sinkholes, ante 1947, presenti poco a sud dell’abitato.

Sinkhole adiacente la s.p. 198 ove recapita il canale Signorella/Scacciato

Sinkhole adiacente la s.p. 198 ove recapita il canale Signorella/Scacciato

Detti sinkholes, in base alle osservazioni eseguite dai proprietari dei fabbricati adiacenti in fase di piena del canale, sono intercomunicanti e certamente legati ad una rete caveale dissestata ancora esistente. Generalmente la dimensione epigea ed ipogea e la capacità di assorbimento sono sufficienti a smaltire le acque legate ad eventi ordinari; nel caso però di eventi straordinari , come quello del 10/03/2010, i due bacini si colmano e trasbordano innescando fenomeni di ruscellamento lungo le sedi stradali che possono creare situazioni di criticità nella prima parte dell’abitato prospiciente la SP 362 (via Supersano).

Successivamente il canale risulta interrotto per un tratto di circa 90 metri per poi riprendere con un alveo di dimensioni consuete ed attraversare l’abitato.

Particolarmente marcati gli interventi di modifica e tombamento del canale nel centro urbano dove, in fase di lottizzazione di aree comprese fra via Livorno e via Supersano, il comune ha prescritto ai proprietari di tombare il canale secondo le indicazioni della  locale commissione edilizia; fra via Supersano e via Maglie invece il canale ha mantenuto le caratteristiche morfologiche riportate sulla carta IGM del 1947 sebbene, antecedentemente, ha certamente subito dei rimaneggiamenti come emerge dalle carte topografiche ottocentesche custodite in comune e nella prima versione della carta IGM 1874-1913.

A nord della SP 363 e sino al sottopasso di via Montale il canale è stato quasi totalmente intubato con interventi successivi anche di deviazione del suo percorso, come ad esempio quello che alla fine degli anni ‘80 ha interessato l’area di Piazzale Gramsci con la traslazione del canale verso est lungo via Sandro Pertini.

Attualmente, nel suddetto tratto il canale è stato sostituito da tubazioni in cls, interrate ed il suo percorso costeggia via Colombaio (doppia tubazione da 80 mm), via Ascoli (quasi totalmente tubazione da 1000 mm), via S. Pertini (doppia tubazione da 1000 mm) ed il prospetto nord delle case popolari di via A. Moro (tubazione da 1200 mm). In questi tratti del canale confluiscono, tal quali, le reti di fogna bianca che riguardano la parte centro-orientale dell’abitato.

Infine, particolare menzione merita il tratto del canale Signorella/Scacciato a partire dall’intersezione con la via vicinale Meli; dal confronto fra la carta IGM datata 1874-1913 e la medesima carta datata 1947 emerge una differenza sostanziale. Nella prima il canale termina il suo percorso poco a nord della suddetta vicinale recapitando in una voragine naturale oggi totalmente scomparsa; nella seconda carta il canale ha già l’andamento attuale e si estende verso nord secondo un percorso, chiaramente non naturale (basta osservare il suo squadrato intaglio nelle aree di affioramento di rocce calcarenitiche in agro di Sogliano Cavour), confluendo poi nel tratto finale del Canale Piscopio in agro di Sogliano.

L’asta principale del bacino di cui trattasi è appunto  il Canale Piscopio che drena  tutta la parte orientale dell’agro comunale confluendo in una voragine naturale straordinariamente attiva denominata “Aviso” e sita in territorio di  Sogliano Cavour.

Il pattern determinato dal reticolo idrografico è del tipo angolare, caratterizzato  cioè dalla presenza di rami principali con corsi subparalleli tra loro secondo la direzione N-S, e di rami subaffluenti confluenti con angoli molto acuti e allineati  in direzione SO-NE. Molto probabilmente il suddetto fattore è dovuto al controllo strutturale di due sistemi di faglie e fratture che hanno guidato e diretto sia i rami principali che subaffluenti.

Tutti questi canali sono percorsi  dalle acque in occasione di tutti gli eventi piovosi, ed in particolare quando precipitazioni intense e concentrate nel tempo mettono a dura prova gli alvei rendendo manifesta sia l’inadeguatezza delle sezioni, sia la scarsa e frammentaria manutenzione eseguita dagli enti preposti.  In questo bacino idrografico, inoltre,  si individuano anche deboli linee di deflusso superficiali delle acque, che talvolta recapitano nei canali ed in altri casi drenano le acque ricadenti in limitate depressioni alluvionali recapitandole in piccole voragini o inghiottitoi meno conosciuti (vora Mass. Congedo, vora Cisterna). Tutti  gli  apparati carsici di assorbimento si presentano allineati all’incirca secondo la medesima direzione NO-SE corrispondente ad una probabile linea di frattura sepolta.

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