Analisi della vulnerabilità

Analizzando la fascia di interfaccia individuata sono stati presi in considerazione tutti gli esposti presenti che potrebbero essere interessati direttamente dal fronte del fuoco.  Per quantificare la vulnerabilità si è scelto di seguire il procedimento speditivo suggerito dal Manuale Operativo; vista la particolare estensione nell’agro comunale dell’edificato discontinuo, per facilitare le operazioni grafiche e la chiarezza della Tav. 9 – Vulnerabilità, la fascia d’interfaccia è stata indicata con una spessa linea adiacente al perimetro esterno della stessa, suddivisa nel suo sviluppo longitudinale in tratti omogenei dal punto di vista della pericolosità.

Estratto della TAV. N. 9 - Vulnerabilità

Estratto della TAV. N. 9 – Vulnerabilità

Effettuata tale individuazione si è provveduto a valutare all’interno di ciascun tratto la vulnerabilità individuando il peso complessivo sulla base del numero di esposti presenti in ciascuna classe di sensibilità, moltiplicato per il peso relativo assegnato secondo la tabella successiva. Alla sensibilità degli esposti è stato assegnato un peso variabile da 1 a 10 così come indicato nel Manuale Operativo.

Anche in questo caso l’intervallo numerico è suddiviso in tre ulteriori intervalli cui corrispondono tre classi di vulnerabilità. Nella tabella seguente sono indicate le tre classi di vulnerabilità agli incendi di interfaccia con i relativi intervalli utilizzati per l‘attribuzione e rappresentati sulla cartografia specifica con tre diverse colorazioni:

SENSIBILITA’ VULNERABILITA’ COLORE
0 ÷ 3 BASSA GIALLO
4 ÷ 7 MEDIA ARANCIONE
8 ÷ 10 ALTA ROSSO

il territorio cutrofianese presenta un edificato discontinuo estremamente esteso; numerosi sono i nuclei di edifici a distanza relativa inferiore a 50 m e per essi, come per il centro abitato, la vulnerabilità agli incendi d’interfaccia non può che essere elevata.

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