Rischio incendi di interfaccia

Per l’analisi del rischio di incendio di interfaccia sul territorio comunale sono state fedelmente seguite le linee guida contenute nel “Manuale operativo per la predisposizione di un Piano comunale o intercomunale di Protezione Civile” predisposto dal Dipartimento Nazionale di Protezione Civile nel 2007 (di seguito Manuale Operativo o Manuale).  Per interfaccia urbano-rurale si definiscono quelle zone, aree o fasce, nelle quali l‘interconnessione tra strutture antropiche e aree naturali è molto stretta. Si tratta cioè di quei luoghi dove le aree urbanizzate e quelle agricole e/o naturali sono in stretta relazione, tanto da considerarsi a rischio d’incendio di interfaccia, potendo venire rapidamente in contatto con la possibile propagazione di un incendio originato da vegetazione combustibile. L’incendio, infatti, può avere origine sia in prossimità dell’agglomerato urbano sia come incendio propriamente boschivo per poi interessare le zone di interfaccia.

Si devono distinguere tre differenti configurazioni di contiguità e contatto tra aree con dominante presenza vegetale ed aree antropizzate:

  • interfaccia classica: caratterizzata dalla frammistione fra strutture ravvicinate tra loro e la vegetazione circostante (come ad esempio avviene nelle periferie dei centri urbani o dei villaggi);
  • interfaccia mista: caratterizzata dalla presenza di molte strutture isolate e sparse nell’ambito di territorio ricoperto da vegetazione combustibile;
  • interfaccia occlusa: caratterizzata da zone con vegetazione combustibile limitate e circondate da strutture prevalentemente urbane (come ad esempio parchi o aree verdi o giardini nei centri urbani).

L’individuazione dello scenario è stata ottenuta seguendo le indicazioni del suddetto Manuale Operativo, secondo quattro fasi, per ognuna delle quali è stata eseguita una rappresentazione cartografica da cui successivamente è scaturito il modello d’intervento:

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