Rischio geomorfologico

Per rischio idrogeologico/geomorfologico intendiamo quel rischio derivante da possibili fenomeni di lenta subsidenza e o crollo immediato della superficie del suolo (sinkhole)  a causa del cedimento sotterraneo di gallerie ipogee legate all’attività estrattiva sotterranea, tipica del territorio cutrofianese.

Secondo l’art. 36 delle NTA del PAI si definiscono:

  • Area a pericolosità geomorfologica molto elevata (P.G.3): porzione di territorio interessata da fenomeni franosi attivi o quiescienti;
  • Area a pericolosità geomorfologica elevata (P.G.2): porzione di territorio caratterizzata dalla presenza di due o più fattori geomorfologici predisponenti l’occorrenza di instabilità di versante e/o sede di frana stabilizzata;
  • Area a pericolosità geomorfologica media e moderata (P.G.1): porzione di territorio caratterizzata da bassa suscettività geomorfologica all’instabilità.

Dall’analisi della TAV. 17 – Pericolosità geomorfologica ed esposti, ove sono riportate le aree perimetrate dall’A.d.B. Puglia, si evince che gran parte dell’area agricola posta a sud dell’abitato risulta a pericolosità geomorfologica molto elevata o elevata.

Le aree individuate dalla perimetrazione corrispondono sostanzialmente con il bacino estrattivo sotterraneo della calcarenite ed intercettano il centro abitato nella parte meridionale in una vasta area compresa fra le vie Collepasso, viale della Costituzione e Supersano. A tal proposito è bene precisare che l’edificato urbano compreso fra via Collepasso e via Napoli è stato inserito nella TAV. 17 come area a elevata PG, pur non essendo stato perimetrato da AdB, in quanto è nota la presenza di un ipogeo rilevato anch’esso corrispondente ad antica attività estrattiva.

Estratto della TAV. 17 - Pericolosità geomorfologica ed esposti

Estratto della TAV. 17 – Pericolosità geomorfologica ed esposti

Sono stati inoltre perimetrati alcuni siti ove sono stati identificati alcuni pozzi di estrazione certamente collegati ad una rete caveale non conosciuta, due antichi frantoi ipogei (Scollato via Castromediano, e del Casino Don Lattanzio), sei voragini (inghiottitoi carsici) alcune delle quali recapito finale di canali del reticolo idrografico (Marsellona del canale Sirgole e Torremozza del canale Lame) e la piccola cripta bizantina di località “San Giovanni”.

Le aree ove recentemente o anticamente si sono già manifestati i dissesti sono tutte comprese nella perimetrazione; la stessa non può considerarsi definitiva ed esaustiva sia perché certamente non sono stati localizzati tutti i siti estrattivi esistenti, visto che molti sono stati dimenticati dopo la chiusura dei pozzi d’accesso o vengono nascosti dai proprietari…, e soprattutto perché lavori di consolidamento e messa in sicurezza delle gallerie rinvenibili nell’abitato potrebbero portare ad una riduzione dell’estensione delle aree PG.

Vedi anche: Le cave ipogee cutrofianesi, Individuazione degli esposti

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